Quello che abbiamo imparato

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Il Maestro cantava: “com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire” e sembra davvero complicato scorgere qualcosa di buono nei fiumi di lacrime dei tanti addii pronunciati dai bambini delle classi quinte in questi ultimi giorni.
All’uscita dell’ultimo giorno di scuola oltre alle foto-ricordo, alle grida e ai lanci di cappelli che tagliavano i raggi del sole abbiamo visto moltissimi abbracci e tanti pianti quando alla fine è arrivato il momento di salutarsi.
Ma se ci pensiamo bene possiamo scoprire nuovi aspetti che hanno contraddistinto il percorso di crescita di questi 5 anni insieme.

I cappellini pronti per essere indossati dai bambini

Abbiamo imparato che le cose nuove un po’ ci spaventano, ci lasciano spiazzati, e che l’arrivo nella classe prima di una scuola è accompagnato da mille dubbi e da mille timori. Ci sono tante, troppe cose diverse dall’asilo da cui venivamo, e, progressivamente, al semplice gioco ci viene chiesto di sperimentare e metterci alla prova in nuove e differenti abilità.

Abbiamo imparato che stare con gli altri costa un po’ di fatica. Non sono persone che ci siamo scelti oppure con le quali condividiamo già molto, come i nostri genitori, fratelli, sorelle o nonni.
Oltre al rapporto con alcuni adulti di riferimento, gli insegnanti, ci viene chiesto di costruire relazioni con nostri pari, e qui cominciano i guai: i litigi, le incomprensioni ma anche i semi di amicizie genuine e spontanee.

Abbiamo imparato che siamo tutti diversi, ma questo non necessariamente è un problema, anzi forse si impara di più da una relazione costruita partendo da punti distanti, magari molto distanti, magari opposti. E che situazioni o punti di vista differenti finiscono per diventare ricchezza.

Abbiamo preso consapevolezza di cosa vuol dire crescere, di cosa significhi diventare grandi, assumersi nuove responsabilità, dover render conto del nostro operato.

Forse molti dei bambini e delle bambine con cui abbiamo camminato in questo viaggio lungo 5 anni nella scuola primaria non li incontreremo più nella vita ma custodiremo gli istanti vissuti insieme e quello che abbiamo appreso da queste relazioni.
E conserveremo per sempre nella memoria i momenti più belli vissuti con i nostri amici negli anni trascorsi alla Carducci.

La gara per chi lancia più in alto

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