Sulle tracce di Babbo Natale

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Prima era solo una vaga idea nella sua testolina, poi, mese dopo mese, era diventato un piano vero e proprio. E come tale aveva studiato ogni aspetto nei minimi dettagli.

Tommy si svegliò di soprassalto e guardò la sua rana-sveglia sul comodino: le lancette fosforescenti segnavano le cinque del mattino. Nulla di che, quella notte era già la seconda volta che quella scena si ripeteva ma d’altronde non era una notte come le altre: quella era la notte di Natale. Solo che la prima volta era all’incirca mezzanotte quando tutta l’acqua che aveva bevuto a cena aveva sortito il suo effetto. Aveva aperto gli occhi, cercando di resistere al bisogno di fare pipì, si era alzato e furtivamente era sgattaiolato dalla sua camera alla sala dove l’albero di Natale si ergeva maestoso vicino al divano. Benissimo: ancora niente regali sotto l’albero, lui non era ancora passato!

Aveva recuperato un barattolo che aveva nascosto dietro il divano svariate ore prima e ne aveva tirato fuori un miscuglio appiccicoso di sua invenzione di cui andava particolarmente fiero. Quando aveva vinto la gara di creazione slime all’oratorio estivo non ci aveva pensato ma poi i nonni gli avevano regalato un diario con il lucchetto per il suo compleanno e gli si era accesa una lampadina nella testa. Associata al diario c’era una penna con inchiostro simpatico, di quelli che scrivi e non si vede nulla finchè non illumini il testo con una luce speciale, aveva aperto la penna e versato l’inchiostro nello slime. Il risultato era una poltiglia trasparente, invisibile a occhio nudo, ma che mostrava la sua forma se illuminata con la lampadina a ultravioletti sul retro della penna.

Chi legge penserà che ci voglia una mente perversa a ideare un piano del genere ma Tommy aveva una fervida immaginazione.

Aveva spalmato dei percorsi di slime “simpatico” lungo tutta la casa e se la sua idea avesse funzionato, finalmente avrebbe scoperto quello che tutti immaginano ma che nessuno ha mai visto: da dove entra in casa Babbo Natale!

Le lancette della rana-sveglia segnavano le cinque, Tommy cascava dal sonno ma l’adrenalina lo teneva sveglio. Recuperò la penna-torcia da sotto il cuscino, si alzo furtivamente per la seconda volta quella notte, raggiunse la sala stando ben attento questa volta a non calpestare le scie che aveva lasciato.

In sala gli venne un groppo in gola vedendo che l’albero era circondato da pacchi e pacchetti, lui era passato, lui era stato lì! Si morse le labbra per resistere alla tentazione di lanciarsi sui regali: “non è questa la mia missione!”

Estrasse la penna-torcia dall’elastico del pigiama e inquadrò la base dell’albero, strizzò gli occhi alla ricerca di un indizio ma niente. Provò a orientare meglio il fascio di luce violetta e lo allontanò dal mucchio dei pacchetti. Fu allora che la vide e sussultò. Lo slime aveva catturato una mezza impronta di una scarpa: dalle dimensioni non sembrava uno scarpone, era più piccola e affusolata. Verso il tallone di distingueva chiaramente il disegno della suola, sembrava quasi come quella delle Salomon del papà.

un’impronta insolita

L’entusiasmo però si smorzò subito, nella scia che aveva lasciato dall’albero alla finestra che dà sul balcone non c’erano più impronte…com’era possibile? Smarrito, inquadrò con il fascio di luce tutta la stanza alla ricerca di qualcosa e si bloccò di scatto quando vide un’altra impronta proprio in mezzo alla stanza, allungò il cono di luce e inquadrò un’altra impronta parziale proprio in prossimità della porta da cui lui era entrato.

In punta di piedi tornò sui suoi passi e una rapida ispezione del corridoio rivelò altre impronte verso le camere. “Forse Babbo Natale doveva andare in bagno” pensò. Del resto lui viaggiava sulla slitta tutta la notte, doveva aver necessità di fare un bisognino prima o poi. Lo stesso Tommy, in quel momento, stava faticando nel trattenere la pipì.

Seguì le orme…no, non portavano in bagno, ma nella camera dei suoi genitori.

Entrò silenziosamente, la luce accesa della lampada sul comodino illuminava la testa della mamma sprofondata nel cuscino, non vedeva papà dall’altra parte del lettone, ma lo sentiva russare.

Inquadrò il parquet, le impronte terminavano poco prima del lettone. Era confuso: cosa diamine era venuto a fare Babbo Natale nella camera di mamma e papà?

Ci pensava e ripensava e ci capiva sempre meno…c’era sicuramente qualcosa che gli sfuggiva…D’un tratto l’illuminazione! La lampada! Corse a spegnere la lampada sul comodino e la stanza piombò nel buio come il resto della casa.

Perfetto! Adesso la penna-torcia tornò a funzionare, inquadrò freneticamente il pavimento e…eccole di nuovo, le famigerate impronte. Erano tornate visibili come per magia.

Tommy riprese a seguirle, girò intorno al lettone stando attento a non finire lui stesso nello slime.

Ai piedi del letto, dalla parte del papà c’erano le sue Salomon, una era stesa su un fianco ed in effetti il disegno della suola sembrava proprio lo stesso delle impronte.

Forse Babbo Natale indossava scarpe sportive per essere più veloce nella consegna dei regali.

Era perplesso, gli venne in mente un pensiero…ma no, era impossibile! E lo scacciò via!

Spostando la torcia si accorse che invece le impronte proseguivano fino alla finestra: del resto era una delle possibili vie d’uscita e Tommy aveva lasciato un percorso di slime anche lì.

Le persiane erano aperte, Tommy appoggiò una mano al vetro gelato e guardò giù in giardino: un omone con una grande giacca rossa stava per salire su una slitta di legno. Non ricorda quante esattamente ma c’erano anche le renne davanti alla slitta…capite? c’erano delle renne del giardino di casa sua!!!

L’omone si fermò, si girò, alzo lo sguardo alla finestra e allargando il volto in un sorriso fece un gesto di saluto con la mano.

Tommy riuscì solo a ricambiare il sorriso ma non il saluto, era paralizzato dallo stupore.

Quando la slitta prese il volo la seguì con lo sguardo finchè non scomparve tra le nuvole, poi, quatto quatto, tornò in camera sua ma non riuscì più a prendere sonno…del resto quella era la notte di Natale più straordinaria della sua vita!

Era talmente agitato che si era del tutto scordato di ripulire tutti i pavimenti inzaccherati di slime, così che anche quello della mamma fu un giorno di Natale difficile da dimenticare!

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